ALCUNE CONSIDERAZIONI SOCIETARIE TRA TENTAZIONI E NECESSARIA RIORGANIZZAZIONE.

La vita di tutti i giorni è stata sconvolta da questo “covid-19”.

Nessuno è stato esente dallo sforzo richiesto dal governo per limitare gli effetti della pandemia e questo ha portato gli Italiani a doversi fermare e a pensare anche a come ripartire.

Lo scenario è complicato non solo dalla realtà fattuale ma anche normativa e fiscale che si va delineando. La produzione di tre decreti atipici anche corposi e complessi, non agevola certo nessuno; senza contare che una produzione normativa di questo tipo non offre molta (se non alcuna) manualistica a cui poggiarsi.

L’impatto effettivo di questa pandemia avrà strascichi nel lungo periodo anche se negli ultimi giorni ho assistito già ad un’ottima risposta da parte di alcune aziende Italiane. Sono nate diverse start-up con ottime idee, prototipi di distanziatori sociali e di sanificazione, insomma un passo in avanti verso la digitalizzazione, la riorganizzazione e la sanificazione che nelle realtà Italiane faticava a prendere piede.

Nella la realtà normativa sono state introdotte delle deroghe importanti in materia societaria per prevenirne la chiusura e aiutare le imprese italiane a far fronte alla inevitabile mancanza di liquidità.

Le prime da ricordare sono senz’altro quelle che operano sul capitale sociale; infatti smettono di operare, fino a dicembre 2020 quegli articoli che imponevano una ricostituzione del capitale sociale per perdite e tantomeno la messa in liquidazione della società per perdita dello stesso ( Art. 2446, 2482 ter, 2484 e 2545 duodecies).

Il già citato prestito fino a 25.000 €, la cassa integrazione in deroga e il bonus sotto forma di credito di imposta per gli affitti pagati in periodo di lock down sono alcuni esempi pratici di tentavi immissione di liquidità nel circuito produttivo e aiuti per tamponare la situazione.

L’impianto normativo generale, senza entrare in troppi dettagli, sembra lasciare aperte molte possibilità per quanto riguarda la ristrutturazione aziendale insieme ad un gettito liquido sotto varie forme.

Il lettore informato non potrà non notare che tutte le misure citate passano inevitabilmente dalla redazione del bilancio (prorogata la scadenza di 60 gg, il temine era infatti il 30 aprile). Il documento deve essere sempre redatto secondo i criteri di veridicità e correttezza anche se lo stesso non è un’istantanea precisa della situazione, come ogni altro documento è soggetto infatti a dei criteri interpretativi sia per la stesura che per la scrittura. Tutta una serie di norme poste a tutela dei creditori sociali e dei terzi non vengono derogate ma rimangono operative (il richiamo alla normativa del falso in bilancio non può non venire in mente, oltre alla normativa sulle scissioni trasformazioni e acquisizioni).

Insomma, la tentazione di sfruttare la situazione per “rimettere in sesto” una situazione che pre-pandemia era già compromessa a livello aziendale potrebbe tentare, e non poco l’imprenditore, ma se è vero che determinate fattispecie penali devono disincentivare la messa in opera della condotta criminosa le stesse ad oggi potrebbero apparire eccessivamente stringenti, ed andare a colpire, anche chi nel rispetto della clausola generale di buonafede (che permea tutto il nostro ordinamento), cerca di adattarsi a nuovo scenario normativo ed economico cercando di cogliere delle nuove opportunità messe a disposizione dallo stesso governo.

L’analisi delle specifiche fattispecie criminose non può essere affrontata in questa sede, ma se come dice un vecchio proverbio “prevenire è meglio che curare”, prima di agire è necessario pensare bene a come muoversi per non incorrere successivamente in sanzioni, o peggio, in condanne.