LA FARETRA DEGLI AIUTI E BONUS: ESSENZIALE SAPERE QUALE ARCO STIAMO USANDO.

Super bonus ecologico del 110% per rilanciare il settore dell’edilizia .

Bonus del 60% del canone di locazione per gli affitti commerciali, 30% per quelli in affitto di ramo d’azienda, bonus badanti, reddito di emergenza, reddito di cittadinanza, semplificazioni burocratiche, semplificazioni alle scritture contabili, depenalizzazioni; insomma… sembra di essere ad un buffet e non sapere da che parte iniziare (peccato che i buffet non si possano più fare).

Cerchiamo di capire prima di tutto dove vanno a parare questi “c.d bonus” e lasciamo per un attimo da parte gli ammortizzatori sociali.

Tutti i bonus proposti dal novello “Dl Rilancio e precedenti (cura Italia e liquidità)” assumo la veste di credito di imposta e di conseguenza non risultano immediatamente spendibili ma necessitano appunto di un adempimento prima di essere recuperati, in compensazione del debito maturato con l’agenzia delle entrate.

Ebbene aimhè, la locuzione non sembra essere penetrata completamente nella mente degli italiani. Il fatto che il “bonus” sia spendibile in compensazione con il debito erariale potrebbe trarre in inganno il lettore poco attento o inesperto.

La norma è costruita in modo tale da fare in modo che colui che beneficia del 110% di bonus possa ristrutturare casa, incentivando l’innalzamento della classe energetica dell’immobile, praticamente a costo zero.

L’adempimento in questione non è inteso nel senso che il fruitore della prestazione (il proprietario di casa) debba versare all’impresa edile il corrispettivo della prestazione per la ristrutturazione; per ottenere il bonus il fruitore dei lavori deve accordarsi con l’impresa edile e cedere a questa il proprio credito fiscale. Starà poi all’azienda decidere se spendere questo credito in compensazione, o come presumibilmente sarà, cedere a sua volta questo credito alle banche in cambio della vera e propria liquidazione. La banca a sua volta, tratterà una commissione per il servizio.

Le intenzioni del governo sono senz’altro da elogiare ma non mancano le critiche, soprattutto per quanto riguarda il fronte operativo. Infatti tutto deve essere integrato da successivi atti normativi volti a rendere operative le norme contenute nel “Dl rilancio”, ma la spinta economica unita ad una vison più green è senz’altro da incoraggiare e cogliere.

Consigliamo al lettore di consultarsi con un proprio ingegnere o architetto al fine di identificare nel dettaglio i lavori che danno accesso al bonus (i dettagli tecnici non possono essere affrontati in questa sede) e ad un proprio consulente per non incorrere in sanzioni successive con il fisco.

Altro bonus interessante è sempre sotto la forma del credito di imposta pari al 60% ma questa volta a beneficio degli esercizi commerciali che abbiano pagato il canone di locazione nei periodi di lockdown. Se il canone non fosse stato pagato il beneficio viene “congelato” fino alla possibile fruizione, previo pagamento dello stesso.

Gli spunti e gli aiuti sembrano essere davvero tanti, il vero punto sta nella farraginosità della norma e nella sua prossima attuazione.

Capire che arco stiamo usando sembra la prima cosa da fare per scegliere la freccia più giusta dalla faretra degli incentivi.